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Liceo Scientifico di Stato 'Giuseppe Battaglini' - Taranto

IL BATTAGLINI E LA “CURVATURA BIOMEDICA” UNA GIORNATA PARTICOLARE TRA SCUOLA UNIVERSITA’ E RICERCA

IMG-20190603-WA0047.jpgUn corso che indirizza verso Medicina e scienze affini.

Nella giornata del 3 Giugno 2019 si è tenuto presso la Camera di Commercio Taranto – Cittadella delle Imprese un importante workshop di informazione sul Liceo scientifico con curvatura Biomedica e sui temi della ricerca e della prevenzione dal titolo “Liceo scientifico con  Curvatura Biomedica, un passaporto per il prosieguo degli studi in ambito medico-sanitario. Scuola, Università e Ricerca insieme per la prevenzione ed il benessere dell’uomo”.

Al dibattito, moderato dalla giornbalista Monica Golino, sono intervenuti esponenti  del mondo della Scuola, dell’Università, della Ricerca e delle Istituzioni che hanno interagito con grande sinergia.

La giornata è stata incentrata sugli studenti e sul contributo significativo che le nuove generazioni possono dare in campo medico

“Respiro tanta energia, tante speranze, tanti sogni” queste sono state le parole del senatore Mario Turco nel descrivere il clima di  partecipazione degli studenti. In particolare il senatore ha posto l’attenzione sull’attuale sistema di accesso all’università e su come esso debba garantire a tutti  il diritto allo studio e fare in modo che sia di buona qualità.

Il parere dei medici

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto, Cosimo Nume ha sottolineato il primato del nostro liceo dal momento che solo venti scuole in tutta Italia (nel secondo anno divenute 26) sono state inizialmente selezionate per il percorso di curvatura biomedica al quale in futuro, probabilmente, verrà attribuito un punteggio utile per i  crediti universitari.                                              

Il direttore del Centro ospedaliero militare, Vincenzo Mascellaro, ha  evidenziato l’importanza di intraprendere un percorso medico con coscienza e consapevolezza e ha lodato l’esperienza di alcune classi del nostro liceo che hanno collaborato con l’ospedale militare nell’ambito dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro, durante i quali hanno potuto sperimentare la realtà di una parte importante della Sanità del territorio.                                       

Tutti i medici intervenuti si sono trovati d’accordo sulla concezione della professione medica: Mario Balzanelli, direttore del "118", ha parlato di “vocazione” medica e di come essa debba sbocciare negli studenti; Alfredo Procaccini ha esortato  gli studenti: “Non fate i medici, dovete essere medici, dovete avere nella testa e nel cuore il compito di aiutare il prossimo”. “E per essere medici sicuramente non basta sapere usare solo gli attrezzi del mestiere, ma apprendere valori da esperienze circolari ”, ha aggiunto Donato Salfi, responsabile Formazione ASL TA.

Tutti i relatori hanno altresì posto l’attenzione sul valore orientativo del corso in quanto, oltre ad una opportuna preparazione, consente un approccio consapevole alla professione medica.

La curvatura biomedica e Medicina

Dopo un saluto del segretario generale della Camera di Commercio , Claudia Sanesi, la dirigente scolastica del Battaglini Patrizia Arzeni ha evidenziato come il Battaglini sia uno tra i ventisei licei scientifici italiani che, a livello nazionale, sono stati riconosciuti idonei e selezionati dal MIUR per l’attuazione di questa sperimentazione, che ha l’obiettivo di favorire l’acquisizione di più approfondite competenze in campo biologico, grazie anche all'adozione di pratiche didattiche attente alla dimensione laboratoriale, con il fine, altresì, di orientare le scelte universitarie delle studentesse e degli studenti che nutrono un particolare interesse alla prosecuzione degli studi in ambito chimico-biologico e sanitario. La parola è passata quindi al presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari, Loreto Gesualdo, peraltro un convinto sostenitore dell’insediamento di Medicina a Taranto, che ha parlato della sua interessante carriera e di come, sognando e impegnandosi, sia riuscito a realizzarsi, pur provenendo da una famiglia umile. Lo stesso preside ha posto l’accento sul rilancio delle Università al Sud  e ha augurato ai presenti un brillante futuro in campo medico.

La testimonianza dei ricercatori

“Il mio sogno è sempre stato quello di riuscire a diventare uno scienziato, di riuscire a far qualcosa di utile per la comunità e di riuscire a capire di più cosa succede quando ci si ammala e magari cercare di partecipare attivamente a sviluppare una terapia e a far star meglio le persone”. Ha esordito così Silvia Marchesan, una scienziata “emergente”, che ha sottolineato anche la formazione universitaria di altissimo livello ricevuta in Italia grazie alla quale ha fatto ricerca  all’estero anche nell’ambito della medicina rigenerativa, non come medico – è laureata in Chimica e Tecnologie farmaceutiche - ma come scienziato nello sviluppo di nuovi materiali e nuove terapie innovative. In Italia ha riportato le proprie competenze  per trasferirle sul territorio. Attualmente insegna all’Università di Trieste ed ha un suo gruppo di ricerca. Auspica l’opportuinità di collaborazione con i medici, con l’Università di Bari, ma anche scambi con gli  studenti del Battaglini

Il dott. Mazzocca ha parlato della consolidata collaborazione con il liceo Battaglini ed ha fatto un’analisi attenta della situazione attuale dell’Università  e della Scuola di Medicina,  delle scuole di specializzazione e del dottorato di ricerca, necessario per accedere alla carriera accademica ed a quella di ricercatore. Critico sul numero chiuso per l’accesso alla scuola di medicina, accentra l’attenzione sulla formazione in itinere. “In primis l’Università deve formare cervelli e creare professionalità di alto profilo”, sostiene il professore.

L’esperienza degli studenti ed alcuni significativi traguardi

A questo punto la conferenza è entrata nella sua parte operativa con la presentazione delle attività svolte nei due anni del progetto di potenziamento di “Curvatura Biomedica”. Gli alunni si sono alternati al microfono e con l’ausilio di slide e video hanno mostrato il risultato del proprio lavoro raccogliendo i consensi della platea e delle personalità presenti. Successivamente sono intervenuti gli studenti che il 22 maggio scorso hanno conseguito uno straordinario risultato al “Mad for Science 2019”, uno dei più accreditati concorsi scientifici nazionali la cui fase finale si è svolta a Torino presso le Officine “Grandi Riparazioni”,presentando la proposta di un programma sull’uso sostenibile del fosforo, portando a “casa Battaglini” un premio di 37000 Euro per la creazione di un biolaboratorio e la fornitura per 5 anni dei relativi materiali di consumo per l’originalità dell’idea, il rigore dello sviluppo scientifico del progetto, l’eccellente preparazione del team, che ha portato ad una significativa acquisizione di competenze da parte degli studenti che hanno partecipato” 

Un premio ed una motivazione veramente straordinari per chi come i nostri studenti ama e vuole fare ricerca.

Verso il futuro

Significativo l’ intervento del presidente del Centro interdipartimentale “Magna Grecia” del Politecnico di Bari, Gregorio Andria, il quale ha rivolto il suo personale apprezzamento per il percorso di curvatura come importante ponte per l’accesso al mondo universitario ed ha anticipato l’avvio di un progetto di potenziamento per i licei nell’ambito degli studi di ingegneria

I ragazzi con il loro entusiasmo hanno colpito il provveditore D’Itollo, che ha concluso gli interventi rivolgendo ottime parole nei confronti del percorso di curvatura. “Quello che mi ha colpito è l’entusiasmo dimostrato da voi studenti, ma specialmente il fatto che qui si tratti di una sperimentazione che non altera il curricolo, ma lo integra”, ha infatti affermato. Il provveditore ha, inoltre, aggiunto che il percorso di curvatura,essendo molto specifico, permette agli studenti di avvicinarsi a tanti saperi che normalmente non conoscerebbero e, al contempo di integrare le varie scienze tra loro. Si è trattato di un percorso fondamentale sia dal punto di vista dell’acquisizione di insegnamenti, ma anche per l’opportunità data agli studenti di essere affiancati da esperti medici e docenti.

 D’Itollo ci ha tenuto a sottolineare l’importanza per gli studenti di formarsi anche al di fuori della scuola, al fine di valorizzare l’equivalenza formativa che c’è tra i saperi codificati e quelli formali e informali appresi. Ha quindi concluso confermando gli esiti positivi raggiunti dal progetto al livello regionale e esortando gli studenti a continuare su questa linea  prendendo in mano il proprio futuro.

Al termine la dirigente scolastica ha ringraziato tutti i relatori intervenuti, i medici che hanno seguito gli alunni durante le lezioni, i docenti del dipartimento di scienze e tutti gli alunni che frequentando questo corso hanno dimostrato impegno e determinazione. “Un liceo – ha ricordato la dott.ssa Arzeni – non immette direttamente nel mondo del lavoro ma avvia i ragazzi agli studi universitari: e con i nostri specifici indirizzi noi cerchiamo di agevolare gli studenti non solo per l’ingresso nei corsi a numero chiuso, dove i nostri diplomati registrano altissime percentuali di successo, ma anche nella difficile scelta del percorso universitario da seguire”.

LE INTERVISTE

Al termine della conferenza abbiamo avuto l’onore di intervistare la dott.ssa Silvia Marchesan, associata di Chimica Organica dell’Università di Trieste, e il dott. Antonio Mazzocca, medico ricercatore del Dipartimento Interdisciplinare di Medicina dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che si sono mostrati subito molto disponibili a rispondere alle nostre domande.

Da dove nasce la passione per la ricerca medica? Per il dott. Mazzocca tutto è cominciato in età adolescenziale. Dal “semplice” interesse verso le discipline scientifiche, ha iniziato ad interrogarsi anche sull’ambito della ricerca. Sapere di poter in qualche modo contribuire al bene di chi ci sta intorno è stato un fondamentale punto di partenza per poi approcciarvisi direttamente.

Da entrambe le interviste è emerso come i giovani siano troppo spesso indecisi sul tipo di indirizzo universitario da scegliere dopo il diploma e, in generale, su quale effettivamente sia il loro posto nel mondo.

Secondo la dott.ssa Marchesan, una possibile soluzione al problema sarebbe la condivisione della propria esperienza da parte di adulti già avviati in ambito lavorativo, che si sono realizzati esercitando la propria professione. Da qui, il desiderio di comunicare ai ragazzi il proprio percorso che, seppur molto faticoso, è ora pregno di grandi soddisfazioni. La dott.ssa ha persino ricevuto l’invito dal Presidente della Repubblica per partecipare al ricevimento del 2 giugno, in cui ha potuto confrontarsi con altri scienziati emergenti del nostro Paese. Indispensabile anche la costante voglia di sperimentare e di “costruirsi le opportunità”. Lo stesso progetto di Curvatura Biomedica, approvato nella nostra scuola a partire da quest’anno, può, secondo la Marchesan, costituire un’importante occasione per mettersi in gioco e aprirsi alle novità per scoprire se stessi. Lei stessa dichiara di aver proposto alla sua docente di biologia e chimica, ai tempi del liceo,un progetto di “sezione di organi con l’utilizzo del bisturi”, grazie al quale poté capire che la medicina non era decisamente il suo campo.

Al dott. Mazzocca abbiamo chiesto in che modo l’orientamento offerto dalla scuola possa essere migliorato, per agevolare le scelte future degli studenti. Per il professore non ci sono dubbi: un ruolo fondamentale è certamente svolto dall’istituzione, in particolare dai docenti, i quali dovrebbero riuscire ad individuare l’inclinazione del singolo individuo, incoraggiandolo e assecondandolo nel coltivare la propria passione. Tanti sono i casi di ragazzi che, pur avendo un sogno, faticano a realizzarlo e abbandonano la speranza di poterlo costruire un giorno, piegandosi ai limiti che la società e le istituzioni impongono. La caparbietà è la chiave essenziale per continuare a crederci e non arrendersi mai. 5 o 6 italiani su 10 dichiarano di essere insoddisfatti del proprio lavoro. La frustrazione che ne deriva è il fattore causa di disservizi presenti in ogni ambito.

CARLOTTA CASTELLI, CHIARA SABBATINI classe 4F

NICLA CHIALA’ classe 3 G

 

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