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Liceo Scientifico di Stato 'Giuseppe Battaglini' - Taranto

Seminario sui cambiamenti climatici

Scienze.pngIl 30 gennaio a Taranto, nell'ex Cappelletta Caserma Rossarol, sede del Dipartimento Jonico dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro", si è tenuto un seminario di studi sui cambiamenti climatici in cui docenti e scienziati hanno affrontato il tema per analizzare le conseguenze di tali cambiamenti sull’atmosfera, sul mare, sulla dinamica continentale, sulla biosfera e sulla nostra società e le principali sfide legate ai cambiamenti climatici in termini di strategie da porre in atto nell’immediato futuro.

Erano presenti come relatori:

  • Prof. Riccardo Pagano, direttore del Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici e Economici del Mediterraneo: societĂ , ambiente, culture-UNIBA
  • Prof. Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali - UNIBA
  • Dott. Giovanni Coppini, Fondazione CMCC “Il futuro del mare in un clima che cambia”
  • Dott. Alfredo Reder, Fondazione CMCC: “Scenari di cambiamento climatico a scala nazionale e locale”.
  • Dott. Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level: “Effetti delle variazioni del livello del mare”.
  • Prof. Domenico Capolongo, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali-UNIBA: “Il dissesto idrogeologico nel clima che cambia”.
  • Dott. Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia -UNIBA: “BiodiversitĂ  marina e cambiamento climatico: specie aliene vs specie native”.
  • Prof. Bruno Notarnicola, docente di Ecologia industriale e Scienze merceologiche -UNIBA e presidente della Rete Italiana di LCA: “L’approccio del Ciclo di Vita per l’identificazione e la minimizzazione dei gas serra”.
  • Pietro Vito Chirulli, imprenditore, amministratore unico di Serveco:” Cambiamenti climatici e Sistemi economici”.

Questo seminario è stato per i ragazzi un'opportunità per riflettere sulle conseguenze che i cambiamenti climatici hanno su ogni comparto ambientale e sulla salute dell’uomo, e sull’importanza di supportare idee e progetti basati sullo sviluppo sostenibile, al fine di soddisfare le esigenze della generazione presente salvaguardando l’ambiente e i beni liberi per le generazioni future. A tale proposito è stato presentato “Economia Blu”, un modello di business sostenibile capace di generare un impatto positivo a lungo termine sulla salute dei mari. Questo modello propone nuove soluzioni per le attività legate al mare come pesca, acquacoltura, industria della trasformazione alimentare, cantieristica e servizi connessi alla nautica da diporto, turismo costiero e attività estrattive, che salvaguardino il mare e le sue preziose risorse, le coste e i fondali. 

Il prof. Pagano ha sottolineato come l’economia di molte comunità sia basata sul mare e quindi la sua salvaguardia rappresenta un obiettivo prioritario da perseguire, ponendo un freno a fenomeni come lo scioglimento dei ghiacciai con conseguente innalzamento del livello del mare, l’erosione costiera, lo sfruttamento incontrollato delle risorse e l’emissione di CO₂ che determina un forte impatto sugli ecosistemi marini, in quanto, se da un lato permette di mitigare l’effetto serra, dall’altro produce un acidificazione dei mari che mette a rischio le barriere coralline e i molluschi, i cui gusci difficilmente potranno sopravvivere al cambiamento di acidità del mare.

La nostra società, secondo il professore, deve prendere coscienza dei cambiamenti climatici in atto e avviare strategie come la riduzione dell’utilizzo di combustibili tradizionali, carbone e petrolio, a favore delle fonti rinnovabili. Inoltre, è necessario istituire aree marine protette, realizzare interventi di rivegetazione delle aree marine sommerse e costiere, sia per ripristinare gli habitat persi, che per contrastare l’erosione costiera da parte delle onde.

Dagli interventi successivi, del Dott. Coppini e del Dott. Reder, focalizzati sui cambiamenti climatici, è emerso che ci troviamo di fronte ad un bivio ed è necessario frenare il cambiamento adesso, in quanto la crisi climatica sta provocando effetti come mancanza di cibo, di acqua e aumento degli incendi boschivi.

Il fenomeno del riscaldamento globale è per il 95% attribuibile all'attività umana e gli scenari futuri di questo fenomeno possono essere studiati e valutati grazie a modelli matematici che vanno da scala globale a scala locale. Lo scioglimento dei ghiacciai, ad esempio, è causato dal cambiamento climatico conseguente al surriscaldamento della superficie terrestre dovuto ad un'eccessiva produzione di CO₂, legata all’utilizzo di combustibili fossili, e all'esteso processo di deforestazione.

Il servizio climatico “Clime” sviluppato dalla divisione Remhi della Fondazione Cmcc permette di valutare e studiare gli impatti legati ai cambiamenti climatici.