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Liceo Scientifico di Stato 'Giuseppe Battaglini' - Taranto

Mobilità studenti: un anno nelle Filippine

Filippine.PNG“Dov’è che devi andare tu?!” Questo era il commento della maggior parte delle persone quando dicevo loro che avrei vissuto un anno nelle Filippine come “exchange student”. La gente denigrava e parlava con superficialità della mia meta, purtroppo per mancata conoscenza. Ad essere sincera, inizialmente mi ero quasi fatta influenzare dai pareri altrui, ma fortunatamente la mia curiosità e la voglia di scoprire il mondo hanno avuto la meglio. Sono diventata Ambasciatrice della cultura italiana e ho avuto la possibilità di conoscere una realtà completamente diversa.

Vivere nelle Filippine non è stato semplice, perché è un paese tanto bello quanto complicato. Le diverse religioni, lingue e tradizioni richiedono tempo per abituarsi, ma la semplicità e la purezza delle persone rende il tutto più bello e piacevole. Mi sono presa una pausa dal mio mondo e mi sono tuffata in un oceano di emozioni e colori. Ho avuto tante possibilità che quotidianamente non si sarebbero verificate. Ho potuto realizzare il mio sogno di vivere in un mondo perfetto. Quando parlo di perfezione, però, non mi riferisco a grattacieli, ville con piscina o Ferrari: mi riferisco a delle famiglie unite, persone sempre pronte ad aiutare il prossimo senza pretendere nulla in cambio, genuinità, assenza di invidia o gelosia, gentilezza d’animo e semplicità. Quasi tutti nella vita ambiamo a diventare qualcuno o a raggiungere la stabilità economica, sicuramente i soldi contribuiscono alla felicità, ma non sono una “conditio sine qua non”: la gioia esiste comunque, anche senza. Ho visto bambini che ballavano scalzi sotto la pioggia, che dividevano con i propri amici l’unico pezzo di cracker che erano riusciti ad avere dalla signora della bottega accanto, bambini di 6 anni che cantavano ai più grandi pur di guadagnare 2 centesimi per comprare le gomme da masticare con i tatuaggi dentro... eppure ognuno di questi bambini sprizzava gioia da ogni poro della pelle, sembrerà strano, ma la felicità è nelle piccole cose. Ogni volta che ci lamentiamo che nostro fratello o sorella apre il rubinetto del lavandino mentre ci facciamo la doccia calda, ricordiamoci che ci sono bambini nel mondo che la doccia calda non sanno neanche che esista; la prossima volta che ci lamentiamo di avere fame dopo cena, ricordiamoci che ci sono bambini che mangiano solo un pezzo di cracker al giorno; la prossima volta che discutiamo con i nostrani genitori ricordiamoci che ci sono bambini lì fuori che per condizioni sanitarie precarie non hanno neanche avuto la possibilità di conoscere la propria mamma. Le Filippine fanno capire la relatività delle cose e, oltre ad aprire la mente, arrivano dritte al cuore. Il mare cristallino, la barriera corallina, il mango, le palme, i terrazzamenti di risaie e gli arcobaleni dopo i quotidiani acquazzoni tropicali ti lasciano esterrefatto. Il “c’era una volta” delle fiabe lo immagino così.

Ciao a tutti, sono Paola Manzulli, una ragazza come voi, una studentessa del nostro amato Batta, e ho affrontato il mio quarto anno nelle Filippine. Ho 17 anni, e l’anno scorso AFS INTERCULTURA ha permesso la realizzazione di uno dei miei sogni nel cassetto di quando ero bambina. Un anno che mi ha trasmesso tanto e ha lasciato un segno indelebile nella mia vita. Ho scoperto il diverso e ho imparato ad apprezzarlo e amarlo. Ambite sempre a diventare la versione migliore di voi stessi e fatelo scoprendo la bellezza e la natura che vi circonda. Nessuno dice che sarà facile, ma vale la pena provare. Godetevi ogni piccolo momento della vita e non scordatevi di apprezzare quello che avete.
SANA ALL (auguro a tutti) viaggiare alla scoperta del mondo!
Paolamanz

ppt.jpgUn anno nelle Filippine