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Gli ex-alunni cominciano a conquistare il Mondo

Convegno “Innovare per curare: clinica, ricerca e tecnologia in connessione”, svoltosi presso la Sala della Regina di Montecitorio

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da Web Designer Borgia

Docente

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Mario Gadaleta, ex- alunno del Battaglini, diplomato da un anno dal corso di scienze applicate della nostra scuola ed iscritto alla facoltà di ingegneria aerospaziale del Politecnico di Torino, è stato il tecnico che ha concretizzato il “Cranial Device”, che è stato presentato al convegno “Innovare per curare: clinica, ricerca e tecnologia in connessione”, svoltosi presso la Sala della Regina di Montecitorio.

Il progettoCranial Deviceè nato dal lavoro sinergico di un gruppo di medici, guidato dal dott. Michele Genga, osteopata tarantino, con il nostro alunno.

Il progetto ha preso origine, dall’ipotesi del dott. Genga che il cranio non fosse una struttura statica, come descritto dall’anatomia classica, ma un sistema dotato di una propria dinamica intrinseca.

Da questa intuizione è nata una lunga fase sperimentale condotta insieme ai colleghi dott. Nobile, dott. Albero e dott. Bennani, volta a esplorare in maniera empirica e successivamente strumentale la reale esistenza di un movimento cranico.

Dopo le prime evidenze radiologiche, il gruppo di ricerca guidato da Genga ha intrapreso lo sviluppo di un sistema di rilevazione non invasivo, privo di radiazioni e a basso costo, in grado di misurare il movimento cranico in tempo reale.

E’ in questa fase che si è inserito il lavoro del nostro alunno, che ha progettato e realizzato un dispositivo innovativo per la valutazione oggettiva della mobilità delle ossa craniche. Dopo vari tentativi Mario ha disegnato un prototipo in 3d, che è stato realizzato con tecniche di lavorazione variegate tra cui la stampa in 3d, dopo aver testato attraverso molteplici simulazioni lo stress subito dai singoli componenti. E’ stata opera di Mario anche l’elaborazione del software necessario per la lettura , il salvataggio e l’interpolazione dei dati rilevati, che dovevano escludere le interferenze sul segnale e che potevano essere provocate dal battito cardiaco, dalla respirazione, e da altre vibrazioni e quindi essere inviati su IA capace di velocizzare la diagnosi.

Per l’hardware , poi, il nostro Mario ha scelto ultimissime tecnologie tra cui sensori ipersensibili che permettono una grandissima accuratezza nella lettura del movimento cranico.

Le potenziali applicazioni del Cranial Device spaziano dall’ambito neurologico e ortodontico fino alla pediatria e alla fisiatria.
La possibilità di correlare le variazioni craniche con specifiche condizioni patologiche — come cefalee, disfunzioni neurovegetative o alterazioni dello sviluppo posturale — apre la strada a nuovi strumenti di monitoraggio e diagnosi precoce.

In un caso osservato in laboratorio, il dispositivo ha rilevato movimenti cranici atipici in una paziente affetta da sclerosi multipla, suggerendo un possibile legame tra la dinamica cranica e la neurofisiologia sistemica.

In sintesi, Mario è stato colui che ha trasformato l’intuizione e la ricerca del team di medici, guidati dal Dott. Genga, in uno strumento tecnologico concreto e funzionante.

Mario, è stato già negli anni di scuola un alunno brillante, ha partecipato con successo a moltissimi progetti anche molto variegati tra cui le Olimpiadi di Matematica, ma, secondo la sua insegnante, prof.ssa Serafica, ha manifestato da subito una fortissima propensione per l’ingegneria, ideando e progettando dispositivi di vario tipo e trovando risoluzioni innovative ad ogni tipo di problemi.

La Dirigente del Battaglini, che da sempre, ha guidato fortemente la Scuola verso la valorizzazione delle eccellenze, si dice orgogliosa dei risultati raggiunti da questo ragazzo, che nascono, oltre che dalle capacità certamente notevoli dell’alunno, dal lavoro fatto negli anni passati, cosa molto evidente, anche perché Mario si è appena da un anno affacciato al mondo accademico.

Quindi la dott.ssa Arzeni e il corpo Docenti tutto della Scuola, sono contentissimi di aver dato a Mario delle ali che gli consentiranno di volare sempre più in alto, e visto questo primo salto, non è facile immaginare dove sarà in grado di arrivare.

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