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Il Battaglini incontra in videoconferenza d’oltreoceano… lo scienziato Giuseppe Cataldo. L’ingegnere aerospaziale, che è tra i progettisti del nuovo super telescopio lanciato nello spazio il giorno di Natale 2021, ha raccontato la sua brillante carriera accademica e professionale agli alunni del triennio e della seconda classe del liceo quadriennale nell’ambito degli Orientation Stages per i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, coordinati dalla prof.ssa Maria Grazia Cuppone.

Il format dell’evento, introdotto dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Patrizia Arzeni, ha previsto, infatti, uno spazio Q&A sugli studi percorsi, le scelte professionali, le collaborazioni internazionali e i preziosi suggerimenti che solo una eccellenza può condividere. Gli alunni hanno manifestato grande attenzione e partecipato con vivo interesse fornendo contribuiti personali al dialogo educativo-didattico con lo scienziato, che, da un osservatorio “speciale” di scienze spaziali, li ha condotti nei più diversi luoghi dell’Universo. Quando da bimbo esplorava la natura con i boyscouts di Lizzano, qualche volta Giuseppe Cataldo si incantava a guardare il cielo pugliese con la meraviglia negli occhi. «Ho passato tante notti a fissare le stelle. Ero molto curioso, mi affascinava l’idea di imparare ad orientarmi osservando le costellazioni. Credo che la mia passione per l’astrofisica sia nata così». Il suo sogno è sempre stato la Nasa. «Ma non avrei mai immaginato di arrivarci davvero». Men che meno così presto, visto che il primo piede al Goddard Space Flight Center, a pochi chilometri da Washington, lo ha poggiato nel 2009 a 23 anni. E a distanza di anni, l’ingegnere aerospaziale non solo è ancora lì, ma ha anche messo la sua firma su uno dei progetti più ambiziosi dell’agenzia americana, ovvero il James Webb Space Telescope. Grande quanto un campo da tennis, il successore di Hubble è la più sofisticata “macchina del tempo” mai concepita prima d’ora. Classe 1985, Giuseppe Cataldo è Capo di missione & Direttore della modellistica per la protezione planetaria (Mars Sample Return) presso il Centro di volo spaziale Goddard della NASA, Washington, DC, e Ricercatore dell’équipe che ha lavorato per la realizzazione del telescopio spaziale “James Webb Space Telescope”. La Nasa ha riconosciuto il suo ruolo, conferendogli l’Early Career Public Achievement Medal, una medaglia per il contributo essenziale al telescopio; il Group Achievement Award per i risultati raggiunti durante la fase di collaudo; l’Engineering Award per l’innovazione portata nel processo di validazione dei modelli matematici. È l’unico italiano ad aver ricevuto tre premi così prestigiosi legati al Webb. Questo telescopio, ci ha spiegato Cataldo, «cambierà i libri di scienze, ci permetterà di trovare la risposta a tante domande che ancora ci poniamo, scopriremo cose che oggi non riusciamo neanche ad immaginare. In particolare ci permetterà di capire le origini dell’universo, l’evoluzione delle prime stelle e galassie, quelle che si sono formate subito dopo il Big Bang». L’altra area di interesse sarà quella dei pianeti al di fuori del nostro sistema solare. «Gli strumenti a bordo sono stati concepiti per studiare la composizione chimica dell’atmosfera di questi pianeti. Riusciremo a capire di cosa sono fatti e soprattutto se possano ospitare qualche tipo di vita». Dopo anni di duro impegno, il conto alla rovescia per il lancio è arrivato il giorno di Natale e sono trascorsi i trenta giorni cruciali: il telescopio è giunto nell’orbita finale. Giuseppe Cataldo, intanto, è già proiettato alla prossima sfida: Marte. Sta dirigendo tutta la modellistica del programma di protezione planetaria per l’imminente missione che porterà sulla Terra i campioni di roccia prelevati dal pianeta rosso. L’ingegnere non esclude di tornare “a casa” un giorno. «Ne sarei fiero. Negli ultimi anni l’Italia è diventata un paese molto attivo nel settore aerospaziale. Da questo punto di vista, sta vivendo un risveglio. L’Italia non ha nulla da invidiare a tanti altri paesi. Il problema è la quantità di risorse destinate a questo settore che non è assolutamente paragonabile a quella impiegata negli Stati Uniti». Le sue radici sono ancora vive: un piede è piantato a Lizzano, in provincia di Taranto, cui è legato per il suo sole ed il suo mare, dove è cresciuto con la passione paterna per le macchine ed i camion e con quella materna per l’amore per i libri, la musica e l’arte. «Mi piace parlare ai giovani e rispondere alle loro curiosità. Ne ho conosciuto tanti che sognano di arrivare alle stelle, come succedeva a me. Molti pensano che sia impossibile farlo partendo da un paese piccolo come il mio. Eppure, io sono la dimostrazione che bisogna trovare la strada. E poi seguirla fino in fondo». Così ha concluso il suo intervento l’ingegnere Giuseppe Cataldo che ha salutato i giovani liceali del Battaglini esortandoli a seguire le proprie passioni, a riconoscere e valorizzare le proprie doti e vocazioni, ad inseguire i propri sogni con tenacia e a perseverare spinti dalla curiosità. E alla domanda della dirigente scolastica Patrizia Arzeni su quale fosse per lui il segreto del successo da trasmettere agli studenti: “la curiosità!” è stata la risposta, che è il motore della motivazione per fare cose originali e crescere verso la maturità.

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