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Medicina, Intelligenza Artificiale e Umanità: il Battaglini tra innovazione, formazione e futuro

22 maggio - Workshop “AI e Robotica: oltre la medicina tradizionale. Prospettive innovative per gli studenti”

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da Web Designer Borgia

Docente

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Ci sono giornate che restituiscono il senso profondo del legame tra formazione, innovazione e responsabilità educativa. In queste occasioni la scuola diventa uno spazio di confronto con il futuro e la medicina si racconta non solo come scienza, ma anche come visione, cultura e umanità.

In questa prospettiva si inserisce il workshop “AI e Robotica: oltre la medicina tradizionale. Prospettive innovative per gli studenti”, svoltosi venerdì 22 maggio presso l’Aula Conferenze del Centro Ospedaliero Militare di Taranto, evento conclusivo del percorso nazionale di potenziamento–orientamento di Biologia con Curvatura Biomedica per il triennio 2023–2026.

L’incontro ha visto il Liceo Battaglini al centro di un dialogo tra medicina, intelligenza artificiale e formazione, in cui l’innovazione tecnologica ha sempre mantenuto al centro la dimensione più autentica della cura: la persona. Più che un semplice evento, è stato un intreccio di scienza, futuro e umanità, nel quale ricerca e tecnologia si sono confrontate con le aspirazioni degli studenti, dando vita a uno spazio di ascolto e crescita.

Sin dai primi interventi è emersa una consapevolezza condivisa: il futuro della medicina sarà sempre più tecnologico e innovativo, ma la sua essenza continuerà a risiedere nella capacità di ascoltare, comprendere e prendersi cura dell’altro.

La Dirigente Scolastica, Dott.ssa Patrizia Arzeni ha aperto i lavori della giornata sottolineando il valore formativo e orientativo del percorso nazionale di Biologia con curvatura biomedica, per gli studenti interessati agli studi in ambito medico-sanitario, attivo nel nostro liceo sin dall’anno scolastico 2017/2018. Nel suo intervento ha evidenziato come il progetto rappresenti un’importante opportunità di crescita culturale e personale, capace di avvicinare gli alunni al metodo scientifico e alle professioni sanitarie attraverso attività laboratoriali, approfondimenti teorici e collaborazioni con esperti del settore.

Il dott. Michele Cacciapaglia, Direttore della UOC di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto, ha introdotto il tema della giornata delineando una medicina in trasformazione, sempre più intrecciata alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.

I saluti istituzionali hanno evidenziato il valore di un progetto nato dalla collaborazione tra scuola, università e mondo sanitario: una rete formativa che negli anni ha consolidato un’esperienza oggi riconosciuta nel panorama dell’orientamento biomedico.

Particolarmente significativo è stato l’intervento del prof. Michele De Fazio, Coordinatore del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia di Taranto, che ha approfondito il tema del nuovo sistema di accesso a Medicina e del “semestre filtro”, illustrando i risultati ottenuti dagli studenti oggi iscritti in diverse sedi universitarie italiane e richiamando il valore della progettualità condivisa tra istituzioni e professionisti.

Tra i momenti più intensi, la testimonianza del dott. Cosimo Nume, Vice Presidente OMCeO della Provincia di Taranto, ha ripercorso la nascita del progetto, ricordando con emozione il dott. Roberto Stella, figura simbolo di una medicina intesa come servizio e responsabilità umana.

Di grande rilievo anche la presenza del dott. Jacopo D’Andria Ursoleo, ex studente del Liceo Battaglini e oggi medico specializzando in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore presso il Dipartimento di Anestesia Cardio-Toraco-Vascolare IRCCS Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele di Milano. Nel ruolo di moderatore dell’incontro, ha guidato e accompagnato il dialogo tra i relatori, rappresentando un ponte concreto tra l’esperienza scolastica e la professione medica. La sua presenza ha offerto agli studenti una testimonianza diretta di un percorso formativo che dal Liceo Battaglini conduce oggi alla realtà della medicina specialistica.

La seconda parte della mattinata ha aperto il confronto sulle innovazioni della medicina contemporanea, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale e alla robotica.

La prof.ssa Elena Giovanna Bignami, Direttore della Struttura Complessa di II Anestesia e Rianimazione del Dipartimento ad Attività Integrata Chirurgico Generale e Specialisticadell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e Presidente SIAARTI (Società Italiana Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva), ha guidato un dialogo interattivo sul ruolo dell’IA nella pratica clinica, coinvolgendo attivamente gli studenti.

Il dott. Marco Taurchini, Direttore della UOC di Chirurgia Toracica dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto, e il dott. Francesco Saverio Grossi, Direttore della UOC di Urologia dello stesso ospedale, hanno illustrato l’evoluzione della chirurgia robotica, evidenziando come precisione tecnologica e competenze umane siano oggi sempre più integrate.

Il dott. Elviro Cesarano, Medico Radiologo Interventista e Direttore del Centro OspedalieroMilitare di Taranto, ha approfondito invece le applicazioni della diagnostica per immagini nei percorsi di prevenzione e diagnosi precoce.

Il dott. Rodolfo Sardone, Dirigente della SS “Ricerca, Innovazione e Trasferimento Tecnologico”della Direzione Sanitaria ASL Taranto, ha evidenziato il legame tra intelligenza artificiale, salute umana e ambiente, sottolineando la necessità di una visione integrata della salute nell’era tecnologica.

In questo contesto è stato richiamato il pensiero evolutivo di Charles Darwin: se l’evoluzione premia la capacità di adattarsi, oggi la sfida è crescere in un mondo trasformato dall’intelligenza artificiale senza perdere la dimensione profondamente umana della cura. La tecnologia può cambiare strumenti e processi, ma non sostituire empatia e relazione.

Uno dei momenti più significativi è stato quello dedicato agli studenti delle tre annualità della Curvatura Biomedica, protagonisti del racconto del proprio percorso.

Nelle riflessioni raccolte dopo l’evento, Gabriele e Marika, studenti della terza annualità della Curvatura Biomedica, hanno condiviso il valore dell’esperienza vissuta. Gabriele ha sottolineato come il percorso gli abbia permesso di vedere «la medicina non come un sapere astratto, ma come una realtà viva», ricordando che «la tecnologia può trasformare la medicina, ma saranno sempre le persone a decidere in che direzione farla andare».

Marika ha evidenziato come il confronto diretto con medici e professionisti, insieme alla presentazione di sistemi robotici e innovazioni chirurgiche, abbia reso i temi affrontati più concreti, stimolanti e capaci di accrescere la consapevolezza rispetto alle responsabilità etiche e pratiche dell’innovazione.

Giulia, Luciana e Arianna, studentesse della prima annualità, hanno raccontato come gli interventi dei medici abbiano incoraggiato loro e i compagni a guardare al percorso medico con maggiore consapevolezza, offrendo una visione più concreta delle difficoltà e delle sfide che li attendono. Hanno sottolineato come i relatori abbiano trasmesso la passione per una professione che non è soltanto un lavoro, ma una vera vocazione. Attraverso domande, riflessioni ed esempi pratici vicini al loro vissuto quotidiano — come l’utilizzo delle tecnologie nella vita di tutti i giorni — i medici sono riusciti a proiettare gli studenti verso l’evoluzione della medicina e delle sue innovazioni.

Vivendo in una società in continua trasformazione, i ragazzi hanno maturato una consapevolezza importante: i robot accompagneranno il lavoro umano, ma non potranno sostituire ciò che rende unica la relazione di cura, ovvero la capacità di entrare in relazione con l’altro e l’empatia verso i pazienti. Riprendendo una frase condivisa durante l’incontro: vedere il sorriso di un paziente che, dopo essere guarito, ti ringrazia resta una delle soddisfazioni più grandi della professione medica.

Nei giorni successivi sono arrivati anche i feedback dei medici relatori, che hanno espresso grande apprezzamento per la qualità dell’interazione con gli studenti.

La prof.ssa Bignami ha dichiarato:

L’impressione è stata bellissima e mi ha stupito una cornice istituzionale di grande prestigio che ha accolto una realtà fatta di piccoli cittadini e liceali. E lo stupore è stato scoprire che tanto piccoli non erano, sia nell’interesse che nella capacità di stare attenti. Non mi aspettavo un’interazione così consapevole e partecipe

Il dott. Grossi ha evidenziato la «notevolissima partecipazione degli studenti, intervenuti con grande competenza», aggiungendo: «Un plauso alla Preside e a tutti i docenti che hanno istituito questo percorso».

Il dott.  Taurchini ha rimarcato l’importanza di avvicinare i giovani alle moderne applicazioni della chirurgia robotica e dell’intelligenza artificiale, integrando competenze tecniche e sensibilità umana.

Il dott.  Cesarano ha infine sottolineato il valore orientativo del percorso:

Le mie impressioni sono ottime per questa iniziativa, pensata per ragazzi che devono essere opportunamente informati per una scelta consapevole della missione sanitaria che andranno a svolgere. Le professioni sanitarie sono missioni che coinvolgono la persona, la famiglia e la società

Il progetto di Biologia con Curvatura Biomedica del Liceo Scientifico “G. Battaglini” nasce dalla collaborazione tra scuola, ASL Taranto, Centro Ospedaliero Militare di Taranto e Ordine dei Medici della Provincia di Taranto. Fondamentale il lavoro del team docente di Scienze, che ha accompagnato con continuità il percorso formativo, insieme al sostegno della Dirigente Scolastica, che ha seguito e sostenuto la crescita dell’iniziativa nel tempo.

Dopo sette trienni conclusi e due in fase di completamento, il progetto ha coinvolto quasi mille studenti, molti dei quali oggi proseguono il proprio percorso universitario in ambiti medico-scientifici e tecnologici, portando avanti interessi e competenze maturati durante l’esperienza della Curvatura Biomedica.

La giornata si è chiusa con una consapevolezza condivisa: la medicina del futuro sarà sempre più tecnologica e precisa, ma non potrà rinunciare alla sua dimensione più autentica, fatta di ascolto, empatia e relazione umana. Perché l’intelligenza artificiale potrà supportare la cura, ma sarà sempre l’essere umano a darle significato.

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