Care maturande, cari maturandi del nostro Liceo Battaglini,
ci siamo. Quel traguardo che per cinque anni è sembrato un punto sfocato all’orizzonte è diventato improvvisamente il presente. Siete arrivati alla vigilia degli Esami di Maturità, e io Vi guardo oggi con una commozione profonda, la stessa che prova chi vede una nave spiegare le vele dopo averla vista costruire, asse dopo asse, nel porto.
Questo esame è più di una verifica di formule, teoremi e correnti letterarie. È il rito di passaggio, la transizione delicata e potente da una stagione della vita ad un’altra. State per varcare la soglia che separa il cammino protetto della scuola dall’infinito mare del mondo accademico e delle professioni.
In questi cinque anni avete investito la Vostra risorsa più preziosa: il tempo. Dietro ogni Vostro successo, e persino dietro ogni momento di smarrimento, c’è stato uno studio profuso, un impegno instancabile dedicato ad approfondire non solo le leggi della natura e della matematica, ma le leggi della complessità umana. Avete imparato che un problema apparentemente insolubile è solo un invito a guardare le cose da un’altra prospettiva.
Fate tesoro di ogni singolo insegnamento ricevuto. Non dimenticate la fatica delle notti sui libri, ma portate con voi soprattutto la bellezza della scoperta.
Come diceva il grande fisico Albert Einstein: “Non sforzarti di essere un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.”
Il valore che avete costruito in questi anni è l’unica vera bussola che non Vi lascerà mai perdere l’orientamento.
Questo traguardo non lo tagliate da soli. Accanto a Voi, in una staffetta invisibile ma ben salda, ci sono state le due grandi agenzie educative della Vostra vita: la Scuola e la Famiglia.
Ai nostri frofessori va il mio ringraziamento più profondo. Siete stati guide autorevoli e fari nella notte. Li avete presi per mano quando erano adolescenti incerti e li consegnate oggi al mondo come giovani donne e uomini consapevoli. Li avete seguiti in questi cinque anni con una dedizione che va ben oltre il dovere professionale, trasmettendo non solo il sapere, ma la passione per la ricerca della verità.
Alle Vostre famiglie va il mio abbraccio riconoscente. Grazie per aver camminato al nostro fianco, per aver supportato i Vostri figli nei momenti di stanchezza, per aver creduto in quell’intesa educativa tra casa e scuola che è l’unico vero segreto per crescere cittadini liberi e felici.
Care ragazze e cari ragazzi, la maturità scientifica Vi ha dato gli strumenti per decifrare la realtà, per essere rigorosi, critici e razionali. Ma non dimenticate mai di nutrire l’immaginazione. Le equazioni più belle sono quelle che sanno descrivere l’invisibile.
Se chiudo gli occhi per un istante, ripenso alla nostra festa di fine anno che abbiamo recentemente condiviso con così tanta gioia. C’è un’immagine, in particolare, che porto nel cuore e che credo non sbiadirà mai: il momento in cui avete intonato insieme, in un abbraccio collettivo, con una forza e un’emozione travolgenti, le note della celebre canzone di Antonello Venditti, “Notte prima degli esami”.
La vostra emozione si è trasmessa a tutti noi, vibrando nell’aria. “Quanti amici intorno che viene voglia di cantare”, dice il testo, e voi avete cantato davvero, trascinando ognuno di noi in quel coro sincero. Abbiamo cantato insieme: “Se l’amore è amore”.
Sì, cari ragazzi, l’amore è amore. E per Voi, in questi cinque anni, quell’amore si è declinato in tante forme: è stato l’amore per i compagni di banco diventati fratelli, l’amore per la cultura che apre la mente, e soprattutto l’amore per la vita, che ora Vi chiama a gran voce a essere protagonisti del Vostro domani.
Qualsiasi sia la scelta che farete – che sia l’università, il mondo del lavoro, un viaggio o una sfida nuova – affrontatela con coraggio. Non abbiate paura di sbagliare, perché ogni errore è solo un dato in più per correggere la traiettoria.
Voglio salutarVi con le parole di una straordinaria scienziata, Rita Levi-Montalcini, che sembra parlare proprio a ciascuno di Voi in questo preciso istante: “Pensa al futuro che ti aspetta, pensa a quello che puoi fare tu, e non temere niente.”
Siate fieri del percorso che avete fatto. Noi lo siamo immensamente di Voi. Entrate in quelle aule a testa alta, con il sorriso di chi sa di aver dato il massimo.
Buona Maturità a tutti Voi. Il futuro Vi somiglia già.
La vostra Dirigente Scolastica
Patrizia Arzeni




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