Il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici sono tra le sfide più urgenti per il nostro pianeta.
Le scienze ambientali forniscono gli strumenti per monitorare, analizzare e prevedere gli impatti del cambiamento climatico, nonché per sviluppare strategie di mitigazione e adattamento.
Modelli di sviluppo sostenibile ed economia circolare hanno spinto gli esperti nel settore a ricercare soluzioni per ridurre i rifiuti, ottimizzare l’uso delle risorse e promuovere pratiche industriali più ecologiche.
Una delle innumerevoli opportunità di conoscenza che la scuola ci ha fornito è stata la visita presso la sede del Corso di Laurea “Scienze Ambientali” dell’Università degli Studi di Bari, polo di Taranto.
Durante l’incontro è stata posta particolare enfasi sulle interessanti attività di ricerca che il centro universitario tarantino svolge e venirne a conoscenza ci ha permesso di apprezzare la meraviglia del progresso scientifico ambientale nelle sue applicazioni odierne. Una delle straordinarie ricerche riguarda le diatomee, un gruppo di alghe unicellulari fotosintetiche, il cui guscio, detto frustolo, funge da struttura di appalto su cui gli osteoblasti possono produrre nuova matrice e generare nuovo tessuto osseo.
La prof.ssa Ragni, che ha condotto la nostra visita nel laboratorio, ha sottolineato come le diatomee possano essere utilizzate quali piattaforme naturali per il rilascio controllato di farmaci.
Il prof. Fornaro, che ha coadiuvato la collega nella presentazione, ci ha illustrato in dettaglio l’uso della diversa strumentazione: dalla cromatografia, tecnica fondamentale per l’analisi e la separazione di sostanze chimiche attraverso cui è possibile analizzare eventuali contaminanti in aria, suolo e acqua, all’estrazione mediante CO2 super critica. L’estrazione è una tecnica ecologica altamente efficiente, che sfrutta la CO2 in uno stato fisico intermedio, tra il gas e il liquido, per ottenere estratti puri e privi di solventi residui.
L’ultima parte della visita guidata si è svolta in un laboratorio didattico in cui abbiamo assistito ad esperienze sperimentali, tra cui la produzione del nylon, materiale ad alte prestazioni nella realtà del settore tessile. La prof.ssa Ragni ci ha illustrato tutte le fasi del processo di sintesi di questo materiale, che coinvolge una reazione di polimerizzazione tra un diacido e una diammina.
Taranto, con la sua storia industriale e le sue problematiche ambientali, è il contesto ideale per sviluppare soluzioni innovative che possano contribuire alla rigenerazione del territorio. L’Università, attraverso le sue strutture di ricerca e le collaborazioni con enti locali e aziende, gioca un ruolo centrale nel rispondere alle esigenze ambientali della Regione, promuovendo pratiche sostenibili e fornendo gli strumenti necessari per affrontare le sfide ecologiche legate al cambiamento climatico.
E Noi studenti liceali possiamo fare la differenza, acquisendo una visione armonica dell’ambiente ed in particolare del nostro ambiente locale, in tutte le sue componenti.
ISAIA MARINELLI 5H
ROSSANA FORNARO 5C
Luoghi
Via Alcide de Gasperi, 74123 Taranto TA

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